“Donne che non perdonano” di Camilla Läckberg

Il libro “Donne che non perdonano” è una parte del bottino acquistato quest’anno al Salone Internazionale del Libro di Torino. Il titolo ha subito attirato la mia attenzione a causa delle forti implicazioni che lasciava intendere. Una volta letto anche il nome dell’autrice, Camilla Läckberg (di cui mi sono innamorata dopo aver letto “La Principessa di Ghiaccio”), non ho potuto resistere. L’ho letto velocemente, attratta immediatamente dalla spirale di eventi della storia, come in uno stato ipnotico di empatia e dolore.

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Il libro ha poco più di 140 pagine e la lettura risulta scorrevole e lineare. La storia è ambientata in Svezia e ruota intorno a tre donne, alternando il racconto delle loro vite. Ognuna di loro soffre immensamente, prigioniera di qualcosa o qualcuno, faticando ad andare avanti. Non hanno molto in comune, a parte il profondo desiderio di giustizia e libertà.

Victoria è una giovane ragazza russa, che a soli vent’anni ha visto il suo compagno morire assassinato di fronte ai suoi occhi. Sola e senza un soldo, segue il consiglio della madre e si iscrive a un sito per diventare moglie per corrispondenza. Su questa piattaforma online, centinaia di uomini svedesi presentano il loro profilo personale e i loro interessi, cercando una consorte, rigorosamente russa. Dopo aver spulciato tutte le proposte ricevute, Victoria si lascia intenerire da Malte, un uomo svedese semplice e dallo sguardo timido. Lo raggiunge in Svezia, lo sposa e va ad abitare da lui, in una casa sperduta nel bel mezzo di un fitto bosco.

Per i primi sei mesi, Malte risulta gentile e rispettoso, pur non essendo certo il marito del secolo. Una volta superati i primi mesi, però, qualcosa cambia. Malte comincia a usarla solo per il sesso orale, pretendendo cibi prelibati e casa pulita, lasciandola solo tutto il giorno, insultandola di continuo. Victoria non ha via d’uscita: non può guidare il furgoncino, non può scappare perché il marito le ha nascosto il passaporto, non può andarsene in nessuno modo perché è isolata dal resto del mondo.

Ingrid è un’ex giornalista, moglie e madre della piccola Lovisa. A causa delle pressioni del marito, direttore del giornale per cui lavorava, è stata costretta a rinunciare alla sua carriera in ascesa in redazione, rimanendo a casa per prendersi cura della figlia. Peccato che dietro quella che sembra un’adorabile e amorevole famiglia si nasconda molto di più: tradimenti passati attuati da Tom, il marito di Ingrid, e addirittura una sua relazione stabile e romantica con l’amante attuale.

Ingrid raggiunge un punto di non ritorno: frustrata dal suo compito obbligato di casalinga, tradita decine di volte dal consorte e senza il lavoro che tanto amava, capisce che non può più rimanere in silenzio. Chiedere il divorzio sarebbe semplice, ma il loro contratto prematrimoniale stabilisce che, in tal caso, lei e la figlia non riceverebbero un solo centesimo da parte di Tom. Che cosa fare, allora?

Birgitta è una donna di mezz’età che lavora come maestra a Stoccolma. Il suo unico scopo nella vita è prendersi cura del marito, Jacob, e dei loro due gemelli ventenni. L’amore e l’affetto che riversa nei confronti dei figli viene ricambiato solo con sbuffi, rifiuti e occhi al cielo, come se fossero perennemente infastiditi dalla presenza della madre. Jacob, invece, è tutto un altro paio di maniche. Il marito, infatti, pur mantenendo un’ottima immagine familiare all’esterno, picchia la moglie una volta a settimana, con regolarità e precisione. E lo fa in modo subdolo, colpendola in posti coperti dai vestiti, in modo che i lividi non siano visibili a nessuno.

Come se tutto questo non fosse abbastanza, Birgitta ha scoperto di avere un tumore al seno, decidendo di rifiutare le cure per non mostrare i segni delle percosse sulla pelle. Sa che presto il marito potrebbe essere processato per frode ed è anche consapevole del fatto che presto la sua vita si spegnerà a causa del tumore. Vorrebbe lasciare ai gemelli un buon gruzzoletto e tutte le loro proprietà, ma Jacob ha insistito per intestare a lui ogni bene. Se venisse condannato per i reati commessi, ogni cosa che possiedono sarebbe pignorabile. Come fare allora per garantire un futuro dignitoso ai figli e liberarsi dei danni finanziari del marito.

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Le tre donne si trovano quindi ad affrontare situazioni diverse, ma con un punto comune: un marito che le opprime e non permette loro di essere libere di fare ed essere. Il libro, seppur nella sua brevità, riesce a raccontare con forza e intensità temi pesanti ma fondamentali: la violenza domestica, il consenso, il tradimento, la sensazione di sentirsi in dovere di fare figli, l’oggettificazione sessuale della donna, l’isolamento, il rispetto e il silenzio forzato. Mi è piaciuto particolarmente il modo in cui l’autrice ha scelto di trattare tematiche del genere in modo efficace, focalizzandosi sui sentimenti delle tre donne e il loro fortissimo, legittimo desiderio di libertà. Sicuramente alcuni aspetti potevano essere trattati in modo più approfondito e con un maggiore spessore dei personaggi, ma su questo sono disposta a chiudere un occhio.

Il finale, invece, è tutta un’altra questione. Non è una brutta conclusione, ma è certamente discutibile. Non ho intenzione di rovinare la lettura a nessuno, perciò sarò il meno dettagliata possibile. Se anche voi avete letto il libro in questione, però, scrivetemi e confrontiamoci insieme su questo finale così controverso, almeno a parer mio. In ogni caso, non penso che il messaggio trasmesso nella conclusione sia necessariamente la via giusta da promuovere. Sicuramente è una delle opzioni, ma è davvero l’unica? Non ci sono altre possibilità? Dall’autrice mi aspettavo di più, sinceramente.

Il motivo per il quale sono scettica per quanto riguarda la scelta conclusiva dell’autrice – e delle tre donne protagoniste – è che temo non passi le informazioni e le opzioni a disposizione. Da un lato racconta molto bene la situazione di oppressione che le tre mogli vivono sulla loro pelle, ma risolve il tutto in una maniera discutibile e anche un po’ irreale. Detto questo, invito comunque tutt* voi a leggerlo e scambiare le vostre opinioni con me. Mi piacerebbe moltissimo confrontarmi con voi nei commenti, scambiandoci i relativi punti di vista. Se foste interessat* alla lettura, potete acquistarlo direttamente qui. Lo consiglio davvero a chiunque, è un libro breve ma intenso, con tematiche e punti di vista importanti ma con un finale da prendere con le pinze.

Spero davvero che abbiate trovato questo articolo utile e interessante. Come sempre, lo spazio per i commenti è aperto a chiunque abbia domande, dubbi o feedback da inviare. Se desiderate invece contattarmi privatamente, mi trovate su Instagram come @sessolopotessi o nella sezione Contatti di questo blog. Grazie per aver letto fin qui, ci vediamo la prossima settimana.

Buona sessualità a tutt*! ♥

Disclaimer: non sono una psicologa né una sessuologa, ma la sessualità è comunque una mia grande passione. Per domande, problemi o dubbi, suggerisco sempre di rivolgersi ad un esperto, rimanendo però comunque disponibile a scambiare con voi quattro chiacchiere sul tema.

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