“Tinder and the City” di Marvi Santamaria

Il Salone Internazionale del Libro di Torino è stato per me un evento di grande rilevanza: non solo sono riuscita a vincere ansie e paure, ma ho anche incontrato diverse persone che seguo con interesse e con cui avevo avuto contatti esclusivamente virtuali. Una di queste splendide persone è proprio Marvi Santamaria, fondatrice del blog Match and the City e autrice del libro “Tinder and the City”, pubblicato da Agenzia Alcatraz. Incontrarla in occasione del suo firmacopie è stata un’esperienza bellissima e indimenticabile! Abbiamo avuto modo di parlare della sessualità su Instagram, di vantaggi e svantaggi dell’anonimato e dell’importanza di fare rete. Ho ricevuto una splendida dedica e la possibilità di conoscerla finalmente di persona. Ho salutato Marvi con la promessa di questa recensione, perciò, cominciamo subito a parlare di TATC!

Piccola premessa necessaria: Marvi raccoglie in questo libro le sue esperienze, opinioni e pensieri riguardanti Tinder e le dating app. Dal momento che si identifica come donna eterosessuale, il libro e i suoi contenuti sono impostati in tal senso, proprio perché derivati da situazioni vissute direttamente da lei. Questa struttura non va interpretata come un tentativo di essere eteronormativa, tutt’altro: Marvi è la prima a lottare per l’inclusione e l’abbattimento di retaggi patriarcali maschilisti. Vi invito infatti a seguirla su tutte le sue piattaforme, per poter supportare la sua fondamentale divulgazione.

Il libro non si presenta quindi come una guida onnisciente sul mondo di Tinder e delle dating app, ma offre piuttosto il punto di vista personale e femminile di chi ha sperimentato il tutto sulla propria pelle, con i pro e i contro del caso. Chi legge viene immediatamente catapultato, capitolo dopo capitolo, in una giostra di cui non si conosce la fine. Una volta acquistato il biglietto e preso posto, si viene trasportati in un mix di casi umani, primi appuntamenti, amplessi discutibili, calzini improponibili e foto esplicite non richieste.

Il modo in cui si apre il libro è disarmante: il primo incontro ravvicinato con un pene in età infantile, un momento scioccante e decisamente non consensuale. Marvi prosegue poi il racconto a blocchi, esaminando al microscopio un caso dopo l’altro, con l’occhio di chi ne ha visti davvero tanti. Ogni sezione viene quindi dedicata a un uomo diverso, con le sue particolarità e preferenze: abbiamo il ragazzo fidanzato da anni, ma che preferisce rivelarlo solo quando iniziano i primi approcci sessuali fallimentari, quello che interrompe il tentativo di rapporto per un’improvvisa crisi emotiva e chi ancora è estremamente monotematico quando si tratta di fare conversazione. C’è poi chi si ubriaca fino a non capire più niente, chi vive l’amplesso come se fosse in un martellante porno mainstream (“a voi donne piace così”) e chi infine sparisce senza lasciare alcuna traccia (facendo ghosting, per l’appunto).

Tinder and the City non è però una pura raccolta di “casi umani”, ma è in grado di fornire numerosi spunti di riflessione su temi fondamentali come il maschilismo, il sessimo e la sessualità in generale. Si parla, ad esempio, dell’idea diffusa che l’uomo abbia il dovere di pagare sempre al posto della donna, anche dopo il primo appuntamento, e di come invece, spesso e volentieri, la donna non venga vista di buon occhio se si azzarda a pagare al posto dell’uomo. Vengono poi affrontati stereotipi e pregiudizi tipicamente maschilisti che anche l’autrice stessa finisce a un certo punto per interiorizzare inconsciamente, a seguito delle sue esperienze deludenti e del cinismo che ne consegue.

Quali sono allora alcuni tra i pregiudizi errati e le credenze più diffuse nel mondo delle dating app?

  • Le donne non possono fare riferimenti sessuali o mostrare comportamenti espliciti, soprattutto ai primi appuntamenti. Essere disinibite non sta bene.
  • Gli uomini utilizzano Tinder esclusivamente per il sesso occasionale, mentre le donne cercano solo il “Grande Amore”
  • Se “la dai” al primo appuntamento, verrai tacciata come “facile” e non rivedrai più l’uomo con cui hai condiviso il letto; se invece aspetti un po’ di più, “te la tiri troppo”
  • Esistono solo casi umani (al contrario, Marvi racconta anche le sue esperienze con i più rari uomini “basso profilo”)
  • Tinder e il suo utilizzo non possono causare dipendenza.

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente di questo libro è il modo in cui l’autrice si sofferma su determinate tematiche, come l’importanza della protezione da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili (raccontando la sua esperienza in merito), il reato di revenge porn, l’oggettificazione sessuale della figura femminile, la comunicazione inefficace e molto altro. Ho anche particolarmente stimato Marvi per il modo in cui parla di perdite di erezione durante i rapporti sessuali: nonostante racconti di una normalissima e legittima frustrazione da parte sua, non si permette mai di giudicare, umiliare o prendere in giro l’uomo di turno a cui capita ciò. Anzi, cerca di comprenderlo, comunicare e cercare insieme una soluzione. Peccato che non sempre ci siano le basi e la volontà per una reale cooperazione di entrambe le parti.

Nell’Appendice finale, Marvi tiene un breve corso intensivo su terminologie e comportamenti diffusi nel mondo delle dating app, parlando di sexting e di come farlo in modo sicuro, ghosting, stalking, profili fake e dick pic che fanno sentire potente solo il mittente. Infine, si sofferma sulla famosa domanda “Cosa cerchi qui?”, offrendo al lettore idee originali per potenziali risposte alternative.

In tutta questa giostra di sesso, swipe e match, l’autrice sottolinea con efficacia gli aspetti positivi derivati dalla sua esperienza diretta, senza mai condannare Tinder a priori. Date after date, Marvi ha infatti cominciato a sentirsi più disinibita, più aperta alla ricerca del proprio piacere sessuale e disposta a sperimentare cose nuove. (Unico svantaggio: perché tutto questo possa avvenire con successo, è necessaria una comunicazione che spesso non viene messa in atto nei rapporti “mordi e fuggi” di Tinder). L’autrice espone quindi le proprie esperienze positive con sicurezza, speranza e una punta di amarezza per la loro conclusione.

Particolari degni di nota: personalmente, ho trovato alcuni dettagli davvero interessanti e ben inseriti all’interno della narrazione, come la storia della nascita di Tinder, impostata come approfondimento introduttivo sullo scopo originale della più famosa app di dating. Mi sento anche in dovere di sottolineare come l’ironia di Marvi faccia da filo conduttore tra le pagine, affrontando con sorrisi e battute divertenti anche argomenti più pesanti e seri. Insomma, mi sento di poterla paragonare a tutti gli effetti a Samantha Jones di Sex and the City: simpatica, determinata, irriverente e senza paura di ricercare ciò che realmente desidera. Nota di merito finale: le riflessioni conclusive su Tinder e il suo potenziale di utilizzo.

Tirando le somme, a chi consiglio la lettura di questo libro? Innanzitutto, lo suggerisco ovviamente a chi ha già sperimentato il mondo delle dating app o sta valutando di entrare a farne parte. Allo stesso tempo, lo consiglio anche a chi non ha un particolare interesse per Tinder & Co., dato che questo volume affronta comunque tematiche importanti che fanno parte della vita di tutti i giorni e che dovrebbero essere discusse sempre più spesso. Io e il mio partner, insieme da sei anni e senza la benché minima esperienza con le dating app, lo abbiamo trovato una lettura leggera ma stimolante, divorandolo in breve tempo. Quindi, consigliatissimo per chiunque, anche a chi non è single.

Non posso quindi far altro che concludere la mia recensione invitando tutt* voi ad acquistare Tinder and the City sul sito di Agenzia Alcatraz, su Amazon oppure direttamente in libreria! Ovviamente, vi suggerisco anche di seguire Marvi – aka Match and The City – su Instagram, oltre che spulciarne il blog, il podcast ed entrare nei suoi gruppi di dibattito e condivisione su Facebook. Non ve ne pentirete! Un enorme abbraccio a Marvi per le parole che mi ha dedicato e per essere riuscita a convincermi ad andare a trovarla al Salone del Libro! 😉

Spero davvero che abbiate trovato l’articolo utile e interessante. Come sempre, lo spazio per i commenti è aperto a chiunque abbia domande, dubbi o feedback da inviare. Se desiderate invece contattarmi privatamente, mi trovate su Instagram come @sessolopotessi o nella sezione Contatti di questo blog. Grazie per aver letto fin qui, ci vediamo la prossima settimana.

Buona sessualità a tutt*! ♥

Disclaimer: non sono una psicologa né una sessuologa, ma la sessualità è comunque una mia grande passione. Per domande, problemi o dubbi, suggerisco sempre di rivolgersi ad un esperto, rimanendo però disponibile a scambiare con voi quattro chiacchiere sul tema.

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