30 falsi miti della pornografia – Parte 3

Eccoci qui con il terzo e ultimo articolo dedicato ai falsi miti trasmessi dal porno (trovate qui sul blog anche la prima e la seconda parte). Ricapitolando, tutt* (o quasi) hanno consultato contenuti pornografici almeno una volta nella vita. Cosa può derivare da questo consumo? Esiste la possibilità di assimilare inconsciamente comportamenti malsani e false credenze osservandoli come spettatore? Secondo il mio umile parere, assolutamente sì. Ed è proprio per questo motivo che è necessario mettere in discussione tutti gli aspetti irrealistici che il porno mette sulla pubblica piazza – facendoli passare per comportamenti e verità assolute – e sdoganarli uno ad uno.

La pornografia dovrebbe essere uno strumento che, se utilizzato e prodotto correttamente, potrebbe risultare utile all’educazione sessuale. Tramite il materiale pornografico, si potrebbero infatti mostrare aspetti fondamentali come il consenso, la contraccezione, il piacere reciproco, la masturbazione, il rispetto e molto altro. Purtroppo, la pornografia mainstream produce l’effetto opposto: un prodotto maschilista, sessista e con carenze etiche, destinato a creare falsi miti nella mente di chi ne fa uso. Video dopo video, ci si convince che quello che si osserva sullo schermo sia esattamente ciò che dovrà avvenire anche in una relazione vera, sbagliando di grosso.

Questo articolo, diviso in tre parti, si propone di affrontare i principali insegnamenti errati derivati dalla pornografia mainstream sessista e fallocentrica, spiegando come stiano realmente le cose nella vita di tutti i giorni. Ovviamente, questi falsi miti non sono presenti in tutto il materiale pornografico esistente, ma ne rappresentano comunque una grande fetta. Sono consapevole dell’esistenza della pornografia etica e la sostengo pienamente. E adesso, continuiamo a sdoganare il porno!

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21. Non si usa il preservativo, e se si usa, si infila senza problemi. Ma quando mai vediamo un preservativo in un porno? Quando mai viene fatto accenno a malattie sessualmente trasmissibili e rischi di gravidanze indesiderate? Praticamente mai, e questo è incredibilmente pericoloso dato che contribuisce ulteriormente alla disinformazione che circonda i metodi di contraccezione e prevenzione. Le rarissime volte in cui si vede un uomo infilarsi un preservativo in un porno, lo fa facilmente, senza esitazione. Non c’è mai l’eventualità che sia della taglia sbagliata, che possa fargli male, che gli causi un calo di erezione e via dicendo, cose che invece possono accadere in qualunque rapporto.

22. Non ci si trova mai in imbarazzo. Sentirsi in imbarazzo durante il sesso, specialmente con un* nuov* partner o durante le prime esperienze, è del tutto naturale e legittimo. Si è vulnerabili, espost* e a nudo, in tutti i sensi, e questo può far sorgere in noi insicurezze e dubbi. Ciò che conta è evitare di crogiolarsi nelle proprie paure o tenerle tutte per sé, bisogna piuttosto condividerle e cercare di aprirsi con l’altra persona, dandole la possibilità di aiutarci e metterci a nostro agio.

23. Non si ha mai aria vaginale (queef) o gastrointestinale, non si suda. Siamo umani e il nostro corpo svolge quotidianamente le sue normali funzioni: suda e produce rumorini vari, ma non c’è nulla di cui vergognarsi. A patto che si mantenga una corretta igiene personale, tutto il resto è normalissimo e non deve imbarazzare. Solo perché tutto questo non viene mai mostrato nei porno mainstream, non significa che non sia naturale, avviene anzi molto più spesso di quanto si creda.

24. La fellatio si svolge vigorosamente e in profondità. L’industria pornografica ci insegna che se si pratica sesso orale su un pene, questa azione debba per forza essere spinta, vigorosa e profonda (deep throating, per intenderci). Niente di più sbagliato! Se queste sono le vostre preferenze personali, ottimo, ma lo stesso vale anche se non amate praticare e ricevere la fellatio in questo modo. Va benissimo anche un sesso orale più lento, meno profondo, e allo stesso modo è legittimo anche non praticarlo, se è una cosa che non vi piace o vi fa sentire particolarmente a disagio.

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25. Si indossano spesso completini sexy. Nei video porno mainstream, la figura della donna è quasi sempre avvolta in completini sexy e abiti provocanti, mentre l’uomo può indossare qualunque cosa, senza preoccuparsi troppo. Non voglio certo dire che questo non possa accadere anche nella realtà, anzi, indossare lingerie è divertente e eccitante, ma non è per forza la norma. Se prima di un rapporto sessuale indosserete una tuta, un pigiama o un accappatoio, ci potrete “dare dentro” allo stesso modo. In fin dei conti, la lingerie passa molto più tempo sul pavimento che su di a voi – a meno che non vi piaccia tenerla addosso durante i rapporti.

26. La lunghezza del pene deve rispettare uno standard predefinito. Anche questo è un argomento di cui potrei parlare all’infinito, perché lo trovo incredibilmente dannoso a livello psicologico. Gli uomini che consumano materiale porno si trovano ad avere davanti ai propri occhi questi “stalloni” con un certo tipo di pene, il che li può portare a pensare che anche loro debbano essere così per poter essere accettati sessualmente. Beh, cari pene-dotati, un pene è un pene. Ce ne sono di più lunghi, di più corti, di più larghi e di più stretti, e anche se il vostro non rispetta i canoni pornografici, non significa che valiate meno o siate meno attraenti.

27. Non esistono le coccole dopo il rapporto. Come termina un video porno? Con il raggiungimento dell’orgasmo da parte di tutte le persone presenti e solitamente con l’eiaculazione maschile, interna o esterna a un orifizio. Nessuno che si faccia le coccole, nessuno che scambi due parole o che vada a far pipì (tra l’altro, fatelo, previene la cistite). Il porno vi mostra solo il lato sceneggiato del sesso, senza aspetti apparentemente noiosi o imbarazzanti. Nella vita di tutti i giorni, però, sono proprio questi aspetti a rendere la sessualità normale e bella da sperimentare con gli altr*.

28. L’area vaginale è l’unica zona erogena femminile. Fermiamoci un attimo a pensare a come viene mostrato il piacere femminile nella pornografia mainstream: vedremo un po’ di stimolazione del seno, un cunnilingus svolto velocemente e poi tutta l’attenzione si focalizzerà sul pene all’interno della vagina o del retto. La maggior parte delle persone dotate di una vulva ha bisogno anche di altri tipi di stimolazione per raggiungere l’orgasmo, prima, durante o dopo la penetrazione. L’inserimento di un pene non è sicuramente l’unica opzione possibile per soddisfare a pieno l’altra persona.

29. Non si fanno mai pause. Nel porno, le pause non esistono (o meglio, non ve le fanno mai vedere). Si passa velocemente da una posizione all’altra, come se fossero delle macchine. Nella quotidianità, possiamo avere crampi, dolori corporei, stanchezza, sete, fame, sonno, mal di testa e via dicendo. Fermarsi è possibile, legittimo e a volte anche necessario, ma non c’è nulla di cui vergognarsi se si sceglie di fare una pausa o stoppare del tutto (comunicando all’altra persona le nostre motivazioni, per non lasciarl* interdett*).

30. Non si comunica veramente e non si chiede il consenso. Ed eccoci a uno dei punti più importanti: comunicazione e consenso. Nella pornografia, non si parla e non si chiede il permesso, mentre nella vita reale è invece fondamentale farlo sempre. Bisogna comunicare prima, durante e dopo il rapporto, in modo da permettere a tutt* di capire che cosa provoca piacere, cosa va cambiato e cosa invece non va piace per niente. Allo stesso modo, chiedere il consenso prima di svolgere una qualunque azione sessuale è la regola principale. Se il consenso non c’è, ci si ferma, punto. Su questo non si discute.

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Ecco quindi gli ultimi dieci falsi miti perpetuati dall’industria pornografica mainstream. Vi trovate d’accordo con questa terza e ultima lista? Pensate che ci siano altri comportamenti errati che abbiamo dimenticato di inserire? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.

Spero davvero che abbiate trovato l’articolo utile e interessante. Come sempre, lo spazio per i commenti è aperto a chiunque abbia domande, dubbi o feedback da inviare. Se desiderate invece contattarmi privatamente, mi trovate su Instagram come @sessolopotessi o nella sezione Contatti di questo blog. Grazie per aver letto fin qui, ci vediamo la prossima settimana.

Buona sessualità a tutt*! ♥

Disclaimer: non sono una psicologa né una sessuologa, ma la sessualità è comunque una mia grande passione. Per domande, problemi o dubbi, suggerisco sempre di rivolgersi ad un esperto, rimanendo però disponibile a scambiare con voi quattro chiacchiere sul tema.

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