Coppetta mestruale Q&A – La mia esperienza (parte 2)

Questo articolo si è fatto attendere, ma finalmente ce l’abbiamo fatta! La scorsa settimana ho pubblicato la prima parte del Q&A sulla coppetta mestruale, che potete trovare qui. A dicembre ho invece elencato in questo articolo tutti i vantaggi che ho riscontrato utilizzando la coppetta per gli ultimi due anni, riportando anche tutte le vostre esperienze in merito. Adesso, senza indugiare oltre, tuffiamoci tra le ultime domande! In questa seconda parte parleremo di inserimento e posizionamento corretto, altezza della cervice, paura del sangue e molto altro. Buona lettura!

  • Non si apre dentro di me, a te succede?

Non mi è mai successo che la coppetta non si aprisse, quindi non ho un’esperienza diretta a cui far riferimento. Nel tuo caso, potrebbe faticare ad aprirsi perché forse il tipo di piega che utilizzi per inserirla in vagina non è il più adatto alla tua anatomia, o può semplicemente trattarsi di una coppetta particolarmente morbida che scatta meno facilmente all’interno del canale vaginale. Se desideri risolvere la situazione e capirci di più, ti consiglio di rivolgerti a un espert* (nella prima parte del Q&A puoi trovare i riferimenti di una decina di ostetriche che offrono anche servizi di consulenza per la coppetta mestruale). Un* professionista potrà indicarti le pieghe più adatte a favorire l’apertura completa della tua coppetta o indirizzarti verso l’acquisto di un modello differente.

  • Sale, sale e questo mi fa paura. E se poi non dovesse uscire?

La vagina è un canale chiuso e in quanto tale ha un limite oltre il quale nulla può “perdersi”, nemmeno la coppetta. A seconda della posizione della vostra cervice durante le mestruazioni, potrà fermarsi più in alto o più in basso, ma sarà comunque possibile estrarla. La maggior parte delle coppette dispone di un piccolo gambo all’estremità inferiore per aiutarvi a localizzarla facilmente prima di rimuoverla. Se vi capitasse di provare per la prima volta un modello diverso, lasciate intatto il gambo e osservate per un po’ come vi trovate; se il gambo vi dovesse creare fastidi o fuoriuscire dall’apertura vaginale, potrete accorciarlo leggermente e testarne la lunghezza un po’ alla volta, fino a raggiungere quella ideale per voi (stando ovviamente attent* a non danneggiare o bucare la coppetta). Per quanto mi riguarda, ho ormai tagliato quasi del tutto il gambo della mia coppetta, ottenendo finalmente la lunghezza più adatta alla mia anatomia.

Ci tengo ad aggiungere che nel corso della notte la coppetta potrebbe migrare leggermente verso l’alto, quindi tenetelo presente nel caso non riusciste subito a raggiungerla con le dita una volta alzat* dal letto. Concedetele il tempo di riposizionarsi un po’ più in basso e tentate allora la rimozione. Personalmente, non mi è mai successo di riscontrare particolari difficoltà nell’estrazione, ma anch’io ero terrorizzata da quest’eventualità durante i miei primi tentativi. Ricerca dopo ricerca, ho poi scoperto che rimuoverla durante una doccia o un bagno caldo è uno dei metodi più efficaci per rilassare i muscoli e permettere alla coppetta di scendere con facilità.

IMG-2539

  • Non sai mai se l’hai messa bene o se perderà, tu come fai?

Questa affermazione è inesatta, perché in realtà esistono delle piccole strategie da mettere in pratica per assicurarsi che la coppetta sia stata inserita al meglio. Io solitamente alterno tra un paio di accorgimenti:

  1. Una volta inserita fino in fondo la coppetta e averla aperta, faccio scorrere un dito (solitamente l’indice) lungo tutta la superficie esterna, passando il dito tra lei  e le pareti vaginali. Questo serve a individuare eventuali zone in cui la coppetta non si è aperta come si deve e capire se è necessario riposizionarla. Se ruotandole il dito attorno sentirete solo superfici lisce e gonfie d’aria, l’avrete inserita correttamente!
  2. Quasi ogni coppetta dispone del piccolo gambo finale menzionato poco fa (che sottolineo, non va mai tirato per rimuoverla, altrimenti vi farete male!) e che può rivelarsi utile per assicurarsi di averla inserita nel modo giusto. Quando la coppetta è interamente dentro di me, tiro leggermente – e sottolineo leggermente – il gambo; se è stata inserita e aperta correttamente, quest’azione dovrebbe riuscire a farvi percepire l’effetto “ventosa” e confermare la sua presa salda dentro di voi.
  • Come fare per rimuoverla facilmente e senza fastidio?

Anche in questo caso, non essendo un’esperta, posso solo fare riferimento alla mia esperienza personale. Rimuovo sempre la coppetta stando seduta sul WC (ma ci sono persone che preferiscono farlo nella doccia, sul bidet, accovacciate, con una gamba alzata e via dicendo), allargando bene le gambe e inclinando leggermente la schiena all’indietro. Dopodiché, inserisco la punta di un dito in vagina, individuo il gambo – che raggiungo sempre con facilità – afferro la base della coppetta con due dita e la schiaccio leggermente per far entrare un po’ d’aria e annullare l’effetto “ventosa”. Mantenendo poi una presa salda sulla base – e non sul gambo – inizio a farla scivolare giù inclinandola da una parte all’altra. Non la tiro mai fuori bruscamente, preferisco sempre accompagnarla facendola ondeggiare delicatamente lungo le pareti. Una volta raggiunta l’apertura vaginale, faccio scorrere un dito dentro di me fino a toccare il bordo superiore della coppetta. La arpiono con il dito, utilizzandolo come una specie di uncino; questo movimento fa entrare aria nella vagina e quindi nella coppetta, creando una fessura tra lei e le pareti. Utilizzando il dito in questo modo, la piego leggermente su se stessa senza far fuoriuscire il sangue, ne riduco il diametro e la faccio uscire del tutto dalla vagina. Ovviamente, questo è il metodo che più si addice alla mia anatomia e al mio modello di coppetta, ma non è assolutamente l’unica soluzione possibile. Potete trovare ciò che più si adatta a voi tramite la sperimentazione, la ricerca o un consulto con un* professionista.

IMG-2541

  • Il sangue mi fa schifo e la trovo poco pratica, gli assorbenti lo sono di più.

Ok, questa non è una domanda, ma la inseriamo lo stesso. Se si tratta di una vera e propria fobia del sangue, consiglio naturalmente di affrontare la questione dal punto di vista psicologico con un espert*, prima di lanciarsi verso qualunque tipo di coppetta. Se invece si tratta di un po’ di timore in merito alla vista del sangue, mi sento di consigliare di darle comunque una chance! Per quanto riguarda la mia esperienza nel corso di questi due anni, vedere o toccare il mio sangue non è mai stato problematico o schifoso, nonostante all’inizio temessi di esserne disgustata. Il sangue che viene rilasciato dall’utero è qualcosa di normale e fisiologico, e mi trovo perfettamente a mio agio nel gestirlo in questo modo. Se però ritenete che per voi gli assorbenti siano più pratici, non ho nulla da obiettare, ognun* ha le sue preferenze e la coppetta non fa per tutt*. Se desideraste però indirizzarvi verso alternative più ecologiche, potreste provare gli assorbenti biodegradabili, quelli lavabili o le mutande assorbenti per il ciclo.

  • Sono vergine, la posso utilizzare anch’io?

Per questa volta vi risparmierò il discorso su come la verginità sia un costrutto sociale, e mi limiterò quindi a dirvi che la coppetta può essere utilizzata anche da chi non ha mai avuto esperienze con la penetrazione vaginale (tramite dita, sex toys o peni). In questo caso esistono coppette più piccole e morbide per rendere l’inserimento ancora più confortevole, ma ovviamente vanno scelte insieme ad un* professionista. Ci tengo però a sottolineare che il fatto di non aver sperimentato la penetrazione vaginale non significa che l’imene sia per forza rigido e pronto a sanguinare al primo sfioramento (la società ci ha riempit* di falsi miti, la realtà è ben diversa e gli imeni non sono tutti uguali). Quindi, se volete lanciarvi in questa nuova avventura, consultate un espert*, munitevi di lubrificante a base d’acqua, esploratevi, procedete con calma durante l’inserimento e rilassate i muscoli! Prendetevi tutto il tempo necessario ad instaurare un rapporto di fiducia tra la vostra vagina e la coppetta: è importante capire che nessuna delle due vuole farvi del male, e con un po’ di pratica impareranno a collaborare alla grande!

  • Ne esistono tantissime misure diverse, sono perplessa e incerta. Inoltre non sono sicura di aver misurato correttamente l’altezza della mia cervice.

In linea generale, potete misurare l’altezza della vostra cervice uterina con un dito (io uso sempre il medio). Se riuscite a toccare il collo dell’utero dopo aver inserito in vagina una sola falange, la vostra cervice è probabilmente bassa; se la percepite dopo aver inserito due falangi, è più probabile che abbiate una cervice di altezza media; se invece dopo aver inserito tutte e tre le falangi la sentite con la punta del dito (o fate fatica a toccarla) potreste avere una cervice alta. Ma come faccio a capire che sto toccando la cervice? Si tratta di una piccola ciambellina con un forellino all’interno, e la percezione al tatto è diversa da quella delle pareti vaginali. Detto questo, è importante ricordare che la cervice non è immobile, anzi, cambia posizione durante ogni fase del ciclo mestruale. La misurazione che otterrete durante l’ovulazione, ad esempio, potrebbe non corrispondere all’altezza della cervice durante le mestruazioni. Per questo motivo, consiglio di verificarne la posizione proprio durante il flusso, per essere il più cert* possibile della sua altezza in quei giorni e poter scegliere la coppetta di conseguenza. In caso aveste dubbi e domande sul posizionamento del vostro collo dell’utero, consultate sempre un* professionista. Contattare un espert* è consigliabile anche per districarsi all’interno del mondo delle coppette: sul mercato c’è davvero l’imbarazzo della scelta e questo può mettere parecchio in difficoltà. Le coppette mestruali non costano poco e un acquisto disinformato potrebbe rivelarsi uno spreco di denaro.

IMG-2537

  • Quali sono le marche migliori sul mercato?

Vorrei tanto potervi dare una lista precisa, ma ne esistono così tante tipologie e forme diverse, che è praticamente impossibile fare una classifica generale. E anche se esistessero un paio di marche top rispetto alle altre, c’è da dire che le vagine sono tutte diverse e non esistono perciò coppette universali che soddisfino chiunque a priori. Per farvi un esempio, negli Stati Uniti esiste un brand super diffuso e famoso che produce una coppetta più lunga della media. Se io la comprassi basandomi esclusivamente sulle recensioni positive, senza però informarmi sui suoi dettagli strutturali, finirei per inserirla e ritrovarmi con mezza coppetta fuori dalla vagina! Morale della favola: ricercate, leggete articoli, guardate video e fate domande a chi ha le competenze per rispondervi. Fidatevi, ne vale la pena!

Il Q&A termina qui, ma prima di lasciarvi andare vorrei condividere con voi i risultati di un sondaggio che abbiamo lanciato su Instagram un mese fa. Alla domanda “Saresti interessat* a provare la coppetta mestruale?”, il 74% ha risposto di sì. Ci sembra un dato molto significativo, perché nonostante i timori, i dubbi e i falsi miti riguardo al suo utilizzo, il sondaggio ha messo in luce un interesse molto diffuso anche in chi non l’ha mai provata.

Abbiamo poi chiesto quali sono gli aspetti che vi ispirano a darle una chance, e le risposte principali sono state: risparmio economico, salvaguardia ambientale, comodità, riduzione degli sprechi o semplicemente una sana curiosità. I fattori che invece vi lasciano dubbios* riguardano la necessità di imparare a usarla, l’incertezza nell’utilizzarla fuori casa, la paura che perda, scivoli o esca, il timore alla vista del sangue e i numerosi modelli sul mercato. Mi auguro davvero che i miei tre articoli in merito vi abbiano chiarito almeno un pochino le idee.

Speriamo che anche la seconda parte del Q&A vi sia piaciuta e vi abbia convint* a dare una chance alla coppetta! Come sempre, lo spazio per i commenti è aperto a chiunque abbia domande, dubbi o feedback da inviare. Se desiderate invece contattarci privatamente, ci trovate su Instagram come @sessolopotessi o nella sezione Contatti di questo blog.

Buona sessualità a tutt*! ♥

Disclaimer: non siamo psicologi né sessuologi, ma la sessualità è comunque una nostra grande passione. Per domande, problemi o dubbi, suggeriamo sempre di rivolgersi ad un espert*, rimanendo però disponibili a scambiare con voi quattro chiacchiere sul tema.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...