La mia prima masturbazione

Masturbazione: conosciuta e praticata ma allo stesso tempo celata e coperta di vergogna. Lo scopo di questo articolo non è (ancora) quello di indagare e analizzare le origini dei tabù legati all’autoerotismo, ma cercare di parlarne nel modo più naturale possibile. Vogliamo normalizzare l’atto, a prescindere dai genitali di chi lo compie e del genere con il quale si identifica. Masturbarsi non è un obbligo, come non lo è esplorare il proprio corpo, ma è giusto che chi sceglie di farlo possa sentirsi liber* e appagat*, senza sensi di colpa. Per questo motivo, oggi vi raccontiamo in breve come entrambi ci siamo avvicinati all’autoerotismo, ognuno con i suoi tempi, preferenze e ritmi. Speriamo che l’articolo sia di vostro gradimento e possa contribuire almeno un pochino a normalizzare la masturbazione.


La prima masturbazione di S.

Sono cresciuta (anzi, sono stata cresciuta) con la convinzione che toccare i propri genitali fosse sbagliato e sporco. Anche quando mi lavavo, non mi soffermavo mai troppo sul mio tocco in quelle zone, mi pulivo e basta, il più velocemente possibile. Non mi davo mai il permesso di toccarmi meglio, con calma, per scoprirmi di più. Dato che i genitali erano off-limits ma la voglia di provare piacere ed esplorare il mio corpo era comunque presente, avevo diretto le mie attenzioni altrove. Non ricordo nemmeno bene come, ma intorno ai 6-7 anni ho scoperto che toccando e strofinando i miei capezzoli ero in grado di provare moltissimo piacere.

Iniziai quindi a voler sperimentare quella sensazione di continuo, ogni volta che ero da sola. Il mio momento preferito era la notte, quando tutti andavano a dormire e io mi rintanavo sotto le coperte, mi sollevavo la maglia del pigiama e iniziavo a toccarmi, fantasticando in vortici di piacere. Non passò molto tempo prima che mia madre lo scoprisse e iniziasse a dirmi di non farlo, altrimenti non mi sarebbe mai cresciuto il seno (#falsimiti). Inutile dire che tale “minaccia” non è bastata a fermare la mia ricerca di piacere e stimolazione. Ho continuato così per anni, stuzzicando i capezzoli come unica forma di masturbazione. Sapevo che c’erano altri modi, che moltissime ragazze e donne praticavano autoerotismo toccandosi vulva e vagina, ma ero ancora bloccata.

Dainis Graveris

Ph: Dainis Graveris

Un giorno, quando avevo 15 anni, mi feci male al ginocchio e fui costretta a portarlo fasciato per due settimane, senza quasi mai alzarmi dal divano. Tutto questo tempo in casa da sola, sdraiata a far nulla, mi portò a stare di più con me stessa e il mio corpo. Un pomeriggio, avevo iniziato come sempre a toccarmi i capezzoli, sentendo però una sensazione strana in mezzo alle gambe. Toccarmi per capire che cosa fosse era ancora fuori discussione, così avevo stretto le cosce, accavallandole leggermente, e avevo iniziato a strofinarle tra di loro, stimolando quello che ancora non sapevo essere il clitoride (sì, ho avuto una scarsissima educazione sessuale).

Nel giro di pochissimi minuti, mi sono ritrovata avvolta da una sensazione esplosiva ma allo stesso tempo stranissima, che partiva dalla mia vulva e si diffondeva in tutto il corpo. Non sapevo esattamente cosa fosse, anche se lo immaginavo, perché non avevo mai provato nulla del genere. Era una sensazione pulsante, che si diramava in più direzioni, che mi lasciò sconvolta, stranita e piena di dubbi. Ero certa di aver raggiunto “qualcosa”, ma ignara del potere orgasmico del clitoride, non riuscivo a capire come fosse possibile provare tutto questo senza inserire qualcosa in vagina. Allo stesso tempo, avevo un dubbio che mi attanagliava: avevo raggiunto tutto questo stringendo le cosce e spingendo avanti e indietro il bacino, ma dentro di me vedevo questo movimento come quello fatto dagli uomini nel sesso penetrativo mostrato nei porno. Sono un uomo, allora? Provo piacere come se avessi un pene? Sono strana, sbagliata?

Ava Sol

Ph: Ava Sol

Nonostante questi dubbi fossero presenti e pressanti, non mi impedirono di continuare  a masturbarmi in questo modo per anni. La mia avversione verso il tocco diretto dei genitali continuò ancora a lungo, quasi fino ai 20 anni, ma questa è un’altra storia.


La prima masturbazione di C. 

È sempre bello, meraviglioso e piacevole parlare liberamente della masturbazione senza sentirsi stran* o in imbarazzo. Magari fosse stato così anche per me, perché se provo a pensare alla prima volta che mi sono masturbato, me la ricordo proprio come se fosse ieri. Per anni mi ha fatto sentire diverso dagli altri uomini e sbagliato per ciò che provavo e desideravo.

Il mio primo momento di autoerotismo è avvenuto a 11 anni, durante il periodo estivo. Qualche giorno prima avevo visto un porno inviatomi dai miei amici delle medie che mi aveva davvero eccitato, nel quale l’attrice protagonista interpretava il ruolo di insegnante e veniva penetrata analmente da uno studente. In quel periodo avevamo una professoressa di musica molto bella e sexy con un bellissimo sedere, e ogni volta che scriveva alla lavagna mi eccitava il modo in cui le sue chiappe si muovevano a ritmo di scrittura. Mentre pensavo a quelle lezioni, sdraiato sul letto, iniziai ad avere un’erezione e inconsciamente cominciai a pensare a lei e alle sue forme, simulando una penetrazione strusciandomi sul materasso.

Dainis Graveris (3)

Ph: Dainis Graveris

Sentivo una sensazione di foga in tutto il corpo e uno strano solletico che aumentava spinta dopo spinta sulla punta del pene. Tremavo, gemevo e godevo come non mai e più pensavo al suo sedere, al suo corpo su di me, più provavo piacere. “Oh si C. fammi venire, per favore… dai”, urlai forte. Fu il mio primo orgasmo e mi sentii strano, eccitato e spaventato nello stesso momento. Le emozioni mi assalirono di colpo e non capii subito cosa fosse successo, perché nonostante fossi un ragazzino, a quell’età sapevo davvero pochissimo sul sesso e ne parlavo poco con i miei coetanei. Non avevo idea di cosa fosse quel liquido strano nelle mutande, non sapevo se fossi venuto nel modo “corretto” per un uomo e mi sentivo sbagliato per aver creato una fantasia erotica su una mia professoressa.

Solo una cosa era certa nella mia testa: volevo riprovarlo. Quel giorno raggiunsi l’orgasmo così tante volte, e nonostante provassi moltissimo piacere, continuavo a sentirmi diverso nel venire in questo modo. Provai con la masturbazione manuale del glande senza riuscire a raggiungere l’orgasmo, perché non provavo le stesse sensazioni che mi dava strusciarmi sul letto. Toccarmi i genitali per provare piacere mi sembrava inizialmente strano e sbagliato. Per qualche motivo, credevo che toccarmi il pene per masturbarmi significasse esserne attratto, il che mi creava dubbi e perplessità. Nel tempo ho imparato, sia da solo che successivamente con S. a scoprire sempre di più su me stesso, e ogni orgasmo, ogni sensazione ha sempre un qualcosa di diverso. Quel brivido, quel solletico che ti scorre in tutto il corpo è una delle cose più belle e meravigliose.

Dainis Graveris (2)

Ph: Dainis Graveris


Speriamo che i nostri brevi racconti vi abbiano aiutato ad avere una visione diversa e più normalizzata della masturbazione e delle prime esperienze di scoperta del proprio corpo. Ognun* è liber* di praticare autoerotismo come più preferisce (a patto che non danneggi altre persone) e di esplorare a suo modo fantasie, piaceri e sensazioni. Torneremo sull’argomento nei prossimi mesi, ma questa volta i/le protagonist* anonim* sarete voi!

Come sempre, lo spazio per i commenti è aperto anche a chiunque abbia domande, dubbi o feedback da inviare. Se desiderate invece contattarci privatamente, ci trovate su Instagram come @sessolopotessi o nella sezione Contatti di questo blog.

Buona sessualità a tutt*! ♥

Disclaimer: non siamo psicologi né sessuologi, ma la sessualità è comunque una nostra grande passione. Per domande, problemi o dubbi, suggeriamo sempre di rivolgersi ad un espert*, rimanendo però disponibili a scambiare con voi quattro chiacchiere sul tema.

3 pensieri su “La mia prima masturbazione

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