Oh si! E invece no (parte 2)

Ciao a tutt* e bentornat* sul nostro blog! Oggi riprendiamo finalmente il tema della finzione dell’orgasmo e di tutto ciò che ruota intorno a questa “simulazione” (se non avete letto la prima parte, la trovate qui). Nell’articolo precedente, le vostre esperienze ci hanno aiutato a riflettere sulle ragioni principali per le quali si finge: paura di deludere l’altra persona, mancanza di comunicazione, stanchezza, noia, insoddisfazione e/o relazione disfunzionale. Come promesso, oggi continueremo ad affrontare il tema, approfondendone l’aspetto comunicativo: dire o non dire la verità? Sarebbe controproducente? Cosa potrebbe succedere? Infine, termineremo l’articolo rispondendo a una domanda che riteniamo fondamentale: “Fingere l’orgasmo è sempre una cosa negativa?”. Se siete pront* a scoprire le nostre riflessioni in merito, continuate a leggere!

Partiamo da un concetto basilare: dire la verità non è un obbligo. Ci sono moltissime situazioni in cui sarebbe consigliabile per portare a un rapporto più aperto e onesto, ma non è un requisito fondamentale e non è sicuramente giusto affermare che parlare sia sempre la soluzione ad ogni problema. Sta a voi valutare le vostre relazioni, la vostra vita sessuale – compresa quella individuale – e scegliere di conseguenza. Personalmente, posso dire che aprirmi con C. e ammettere di aver finto per i primi sei mesi di relazione è stato difficile ma allo stesso tempo incredibilmente liberatorio. Se volete leggere la storia completa e le reazioni che hanno seguito la mia “rivelazione”, leggete questo post:

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FINGERE L’ORGASMO ⠀ Dopo sette anni insieme, possiamo affermare di essere pienamente soddisfatti della nostra relazione, anche per quanto riguarda il sesso. Nonostante la nostra vita sessuale non rientri negli standard mainstream di come “dovrebbe” fare sesso una coppia etero (ma quanto fanno schifo gli standard?), ci troviamo perfettamente a nostro agio l’uno con l’altra, comunichiamo apertamente le nostre preferenze e siamo ormai cintura nera di compromessi e del venirsi incontro. ⠀ Ma è sempre stato così? Abbiamo sempre avuto una grande intesa e del sesso soddisfacente? NO. Durante i primi sei mesi ho costantemente finto l’orgasmo, ogni volta. Ci trovavamo entrambi alle prese con le nostre prime esperienze sessuali, non sapevamo assolutamente nulla del corpo dell’altro, la comunicazione era scarsa e procedevamo – abbastanza letteralmente – a tentoni. ⠀ Il modo in cui C. mi stimolava non mi piaceva particolarmente e non ero in grado di farmi coraggio e dirgli la verità. Sapevo benissimo come masturbarmi e provare piacere, ma temevo che guidarlo lo avrebbe fatto sentire incapace (considerando anche le sue insicurezze). Allora ho iniziato a fingere, volta dopo volta. Lui si sentiva capace e compiaciuto, mentre io ero sempre più bloccata. ⠀ Un bel giorno è arrivato, inaspettato: l’orgasmo durante un rapporto. Era palesemente diverso dalle volte precedenti (vorrei ben vedere, questo era reale!) ma scegliere di non guidare C. e continuare a fingere sarebbe stato estremamente difficile, perciò dopo qualche settimana mi sono ritrovata a dirgli la verità. Ci è ovviamente rimasto male, si è sentito incapace e inutile, ma dopo la frustrazione iniziale e le mie rassicurazioni ha compreso che non avevo alcuna intenzione di ferirlo. Quel giorno ha segnato l’inizio di uno splendido percorso di comunicazione e scoperta reciproca che continua ancora oggi. ⠀ Ma fingere l’orgasmo è sempre una cosa negativa o controproducente? Solo chi ha una vagina può farlo? Ne parleremo presto sul blog, ma nel frattempo ci piacerebbe sentire la vostra opinione nei commenti! ❤️👇 ⠀ #orgasmo #sessualità #relazioni #fingere #coppia

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Per poter affrontare in modo più completo questo aspetto, vi abbiamo posto un’ulteriore domanda tramite le nostre Instagram Stories: “Hai mai detto la verità?”. Il 23% ha risposto di sì, ovvero circa una persona su quattro; un dato secondo noi estremamente significativo, perché evidenzia una delle principali difficoltà relazionali (ma certamente non l’unica): la comunicazione. Ci teniamo a precisare che non giudichiamo minimamente il restante 77% che ha preferito non dire la verità; non ne conosciamo circostanze, rapporti e dinamiche relazionali, perciò non ci permetteremmo mai di fare di tutta l’erba un fascio e dichiarare che l’unico ostacolo che le accomuna è la carenza di comunicazione. Assolutamente no. La scarsa comunicazione è un elemento molto comune e che si può superare con impegno e pratica, ma non potremmo mai ritenerlo l’unico ostacolo possibile all’interno di una relazione.

Ph: We Vibe

Rivolgendoci al 23% che ha preferito dire la verità, abbiamo quindi cercato di approfondire uno degli aspetti che più spaventa chi finge: la potenziale reazione dell’altra persona. Abbiamo chiesto allora: “Come ha reagito quando gli/le hai detto la verità?”.

  • In realtà ho detto di avere molte difficoltà e non aver mai raggiunto l’orgasmo, penso sia proprio un mio problema anche perché mi capita spesso di provare dolore alla penetrazione. Farò una valutazione del pavimento pelvico.
  • Prima male, poi se ne parla e si cerca di migliorare la qualità del rapporto sessuale
  • Uno schifo
  • Il mio partner ha capito e mi ha chiesto con gentilezza di non farlo più e io mi sono sentita a mio agio
  • Entrambi ci siamo finalmente aperti alla comunicazione
  • Si era infastidito e mi aveva chiesto di non farlo più
  • Non era molto interessato
  • Era felice a riguardo
  • Lui malissimo, ma io bene perché mi sono liberata di un grosso peso
  • L’ho detto in un momento in cui stupidamente volevo ferire il mio partner
  • Ho finto indirettamente, facevamo sexting ed era per eccitarla e gratificarla. Se non godevo non era di certo colpa sua. Ero troppo preso da far felice lei, ma ha capito ed eravamo finalmente sereni.
Ph: Alexander Krivitskiy

Perciò, dire la verità è sempre controproducente? Onestamente, dipende da tantissimi fattori e non esiste quindi una risposta universale. Ci sono persone che, una volta messe di fronte alla verità, scrollano le spalle, comprendono le motivazioni e passano oltre, altre che se ne disinteressano, altre ancora che si arrabbiano o rimangono deluse. Prevedere con precisione la reazione dell’altr* è impossibile, ci sono troppi elementi in gioco, ma se avete deciso di farvi coraggio e dire la verità a una o più persone con le quali avete condiviso esperienze sessuali, abbiamo qualche consiglio per voi:

  • Comunicate nel modo più onesto e aperto possibile
  • Non abbiate paura di risultare fragili o vulnerabili, è il fulcro della comunicazione
  • Non affibbiate colpe, né agli altri, né a voi stess*; raccontate le cose così come stanno, senza puntare il dito contro nessun*
  • Parlate di come vi siete sentit* dopo aver finto l’orgasmo e spiegate perché avete scelto di dire la verità
  • Date spazio e tempo all’altra persona per elaborare il tutto e rispondere
  • Siate pront* ad affrontare eventuali domande che potrebbe porvi
  • Ricordate che una reazione di rabbia, delusione o frustrazione non significa che non sia possibile parlarne ulteriormente e ripartire insieme con più onestà
  • Dite la verità solo a persone con le quali vi sentite al sicuro (lo ripetiamo: non è mai un obbligo!).

Prima di lasciarvi andare e concludere l’articolo, rispondiamo finalmente alla fatidica domanda: “Fingere l’orgasmo è sempre una cosa negativa?”. Noi crediamo di no. Ci possono essere situazioni scomode, fastidiose o addirittura pericolose dalle quali è possibile uscire velocemente solo fingendo di aver avuto un orgasmo, per poi andarsene il più in fretta possibile. Se preservare la vostra salute mentale e/o fisica significa fingere per poi allontanarvi velocemente dalla situazione in questione, ben venga. Allo stesso modo, per noi simulare l’orgasmo non è una cosa negativa se si tratta di un gioco prestabilito da tutte le persone coinvolte: se l’altr* è al corrente della finzione e questa viene vista come qualcosa di eccitante per entrambe le parti, non c’è assolutamente nulla di sbagliato. In questo caso l’altra persona è perfettamente consapevole della simulazione e ne ricava eccitazione e godimento; allo stesso modo, chi finge l’orgasmo può partecipare al gioco senza sentirsi sbagliat* o frustrat*, puntando sul divertimento e l’eccitazione che scaturisce dalla “simulazione” consapevole.

Ph: Sharon McCutcheon

La nostra doppia analisi dell’argomento termina qui: sappiamo che non potrà mai essere un approfondimento completo e dettagliato, ma speriamo vi abbia fornito qualche spunto di riflessione o vi abbia spronato ad aprirvi con qualcun*. In ogni caso, grazie per aver letto fin qui e per aver risposto ai nostri sondaggi: siete stat* fondamentali!

Ci teniamo quindi a ringraziare di cuore tutte le persone che hanno scelto di partecipare e dire la loro, contribuendo a mettere in luce la varietà delle diverse prospettive e punti di vista legati alla sfera sessuale. Come sempre, lo spazio per i commenti è aperto anche a chiunque abbia domande, dubbi o feedback da inviare. Se desiderate invece contattarci privatamente, ci trovate su Instagram come @sessolopotessi o nella sezione Contatti di questo blog.

Buona sessualità a tutt*! ♥

Volete sostenere ulteriormente il nostro progetto? Potete supportare la nostra pagina con una donazione di qualsiasi importo (a partire da 2€) su Ko-Fi. Ci aiutereste tantissimo a portare avanti il nostro progetto!

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